Con l’avvicinarsi della scadenza del 28 giugno 2025 per l’entrata in vigore dell’European Accessibility Act (Direttiva UE 2019/882), le aziende che operano nell’e-commerce si trovano di fronte a una nuova sfida normativa. Ma anche una grande opportunità.
Quella dell’accessibilità digitale non è solo una questione di compliance: è una leva strategica per migliorare la user experience, rafforzare la brand reputation e aumentare la portata commerciale di un sito web.
In questa guida, scritta per noi dai nostri partner AccessiBit, scoprirai:
- A chi si applica la normativa sull’accessibilità digitale.
- Quali sono gli obblighi specifici per gli e-commerce.
- Quali rischi si corrono in caso di inadempienza.
- Quali vantaggi competitivi si ottengono con un sito accessibile.
- Come adeguarsi, passo dopo passo.
Cos’è l’accessibilità digitale e perché riguarda anche il tuo e-commerce?
L’accessibilità digitale consiste nel progettare siti web e servizi online in modo che siano facilmente fruibili anche da persone con disabilità sensoriali, motorie o cognitive. Questo include utenti con cecità o ipovisione, difficoltà uditive, dislessia, limitazioni motorie e altre condizioni che ostacolano la navigazione tradizionale.
Alcuni dati significativi:
- 101 milioni di persone in Europa vivono con una disabilità (Eurostat, 2023).
- 1,3 miliardi di persone nel mondo convivono con una disabilità (WHO, 2022).
- La loro capacità di spesa annua è pari a 1,9 trilioni di dollari (ContentSquare, 2022).
Rendere un sito accessibile non significa quindi solo adempiere a un obbligo di legge, ma aprire il proprio business a una fetta di pubblico spesso esclusa, ampliando il mercato potenziale.
Il quadro normativo: cosa prevede l’European Accessibility Act
La Direttiva (UE) 2019/882 impone nuovi requisiti di accessibilità per i prodotti e servizi digitali, compresi gli e-commerce, e sarà pienamente applicabile dal 28 giugno 2025.
Normativa italiana di riferimento
In Italia, l’accessibilità digitale è già regolata da:
- Legge Stanca (L. 4/2004), storicamente applicata alla PA, ma estesa in parte anche ai privati.
- Decreto Semplificazioni (D.L. 76/2020, art. 29): include imprese con fatturato >500 milioni € e fornitori di beni essenziali.
- D.Lgs. 82/2022: recepisce la Direttiva UE e si applica a quasi tutti gli operatori economici, con esclusione delle microimprese (meno di 10 dipendenti o fatturato <2 milioni €).
Le sanzioni previste
- Fino a 40.000 € di multa per mancata conformità.
- Sospensione della vendita online.
- Rimozione dal mercato dei servizi digitali non accessibili.
- Per le imprese soggette a D.L. 76/2020, sanzioni fino al 5% del fatturato annuo.
Adeguare un e-commerce all’accessibilità: cosa significa in pratica?
Adeguare un sito web in ottica accessibile non significa solo inserire un widget. Significa ripensare la struttura e l’interazione dell’interfaccia utente in base a standard internazionali, come quelli definiti dal regolamento EN 301 549 e dalle linee guida WCAG 2.1.
Ecco le principali attività previste:
1. Audit di accessibilità
Un audit professionale consente di:
- Individuare le criticità tecniche e strutturali del sito.
- Ricevere indicazioni dettagliate per la loro correzione.
- Verificare il livello di conformità con i riferimenti normativi.
- Prioritizzare gli interventi in base all’impatto sull’utente.
AccessiBit, partner di Seken, offre audit automatizzati e personalizzati per accompagnare le aziende nell’intero processo di adeguamento.
2. Dichiarazione di Accessibilità
Una volta adeguato il sito, è obbligatorio redigere e pubblicare una Dichiarazione di Accessibilità, da aggiornare annualmente. Va inserita nel footer del sito e deve attestare il livello di conformità raggiunto.
3. Strumenti di supporto alla navigazione (accessibility widget)
L’uso di un accessibility widget consente all’utente di personalizzare l’esperienza di navigazione. Le funzionalità tipiche includono:
- Regolazione del contrasto visivo.
- Ingrandimento e modifica dei font.
- Evidenziazione dei contenuti.
- Blocco di animazioni potenzialmente disturbanti.
- Lettura automatica degli alt text.
Importante: il solo uso del widget non garantisce la conformità. L’audit e gli interventi sul codice restano imprescindibili.
I benefici strategici di un e-commerce accessibile
Conformarsi alla normativa significa investire nella crescita, non solo evitare sanzioni.
1. Accesso a un pubblico più ampio
Un sito accessibile raggiunge anche:
- Persone con disabilità.
- Anziani.
- Utenti con limitazioni temporanee (es. infortuni, connessioni lente, ambienti rumorosi).
2. Migliore SEO e performance online
Le pratiche di accessibilità, come:
- corretta struttura semantica del codice.
- uso appropriato dei tag alt.
- testi chiari e comprensibili.
sono tutte best practice SEO premiate dai motori di ricerca.
3. User experience più fluida e intuitiva
Un sito ben progettato in ottica inclusiva è più facile da usare per tutti, riduce i tassi di abbandono e migliora le conversioni.
4. Reputazione e responsabilità ESG
L’inclusività digitale è sempre più valutata in ambito ESG (Environmental, Social, Governance). Adeguarsi significa mostrare impegno etico, attirare stakeholder sensibili al tema e migliorare l’immagine del brand.
Conclusioni: da obbligo a opportunità
La scadenza del 28 giugno 2025 non va vista come una minaccia, ma come un’occasione per:
✅ Aumentare l’audience e le conversioni.
✅ Potenziare la SEO e l’esperienza utente.
✅ Rafforzare l’identità etica e responsabile dell’azienda.
✅ Prevenire sanzioni e contenziosi.
Affidarsi a partner come AccessiBit consente di affrontare il percorso con strumenti professionali e soluzioni su misura: dall’audit all’implementazione, fino al supporto continuo.
💡 Agire oggi sull’accessibilità digitale significa costruire un e-commerce più forte, inclusivo e competitivo domani.

