Una scena di spiaggia con onde blu, sabbia gialla, stelle marine, conchiglie e la scritta in italiano “Letture estive” in arancione, che significa “Letture estive”.

Letture estive. E tu che tipo sei?

Se sei tra quelli che non staccano nemmeno in vacanza, in fondo trovi un aggiornamento sul mondo AI e un portale utile da tenere sotto mano. Se invece cerchi solo un po’ di svago, qui sopra hai pane per i tuoi denti: 18 libri scelti da me e 5 bonus consigliati da Claude. Ovviamente i miei sono meno banali, più interessanti e vari.

I MIEI 18

Questi libri sono stati tutti letti da me e tutti con una valutazione personale di 5 stelle su 5. Per i titoli di “Focus Romagna” che ho messo per chi vuole esplorare la Romagna leggendo, invece trovi il voto a fianco.

STORIE VERE DI MONTAGNA

La montagna dentro — Hervé Barmasse
L’alpinista cresciuto all’ombra del Cervino racconta la sua vita: dall’incidente che a sedici anni lo costringe ad abbandonare lo sci agonistico, alla scoperta dell’alpinismo come nuova strada. Un libro che intreccia scalate estreme e riflessione sui propri limiti, senza mai scadere nell’esaltazione del campione.
Il giudizio di Marco: riflessivo, emozionante, destino.

Onesto — Francesco Vidotto
Un uomo anziano vive isolato tra i boschi del Cadore con la sua gatta, e possiede solo una cartelletta di lettere scritte a mano e indirizzate alle montagne. Sono le lettere di un uomo che si firma “Onesto”, e raccontano la sua vita, il fratello gemello, un amore mai confessato e segreti rimasti sepolti per una vita intera.
Il giudizio di Marco: da brividi, sempre un romanzo, ma è una storia vera. Ho pianto e riso per tutto il tempo.

Freney 1961 — Marco Albino Ferrari
Luglio 1961: sette alpinisti, guidati da Walter Bonatti sul fronte italiano e Pierre Mazeaud su quello francese, tentano la prima salita del Pilone Centrale del Frêney sul Monte Bianco. Una tempesta li blocca per giorni sulla parete, senza scorte e senza possibilità di soccorso. Solo tre di loro torneranno a valle.
Il giudizio di Marco: adrenalinico, si legge come un thriller, ma è una storia vera

NARRATIVA CONTEMPORANEA

Fumana — Paolo Malaguti
Nella bassa del Po, tra paludi e nebbia, Fumana cresce libera con il nonno pescatore, e diventa guaritrice sotto la guida di un’anziana “strigossa” del paese. Un romanzo su un dono scomodo da accettare e sull’emancipazione femminile in un mondo contadino chiuso e diffidente.
Il giudizio di Marco: femminista, storico, esoterico, emozionante e il mio preferito del 2025.

Le formidabili donne del Grand Hotel — Ruth Kvarnström-Jones
Stoccolma, 1901: il Grand Hôtel, che ospiterà la prima cerimonia del Nobel, è sull’orlo del fallimento. Per salvarlo viene chiamata Wilhelmina Skogh, unica donna capace di risollevare le sorti dell’albergo, che stravolge una gerarchia tutta maschile circondandosi di una nuova generazione di collaboratrici. Ispirato a una storia vera.
Il giudizio di Marco: femminista, incalzante, coinvolgente.

La portalettere — Francesca Giannone
Nel Salento degli anni Trenta, Anna arriva dal nord e sceglie di fare la portalettere, un lavoro impensabile per una donna in un paese chiuso e diffidente. Un romanzo di emancipazione e radicamento in una terra che non era la sua.
Il giudizio di Marco: sud Italia, storico, resistenza femminile, si legge da solo.

La cattedrale del mare — Ildefonso Falcones
Barcellona nel Trecento, la costruzione della basilica di Santa Maria del Mar come sfondo alla storia di Arnau, nato servo e capace di risalire nella società attraverso ingiustizie, amori e tradimenti. Romanzo storico ampio e avvincente.
Il giudizio di Marco: emancipazione, storico, coinvolgente, avvincente.

NOIR E SCI-FI

Il potere del cane — Don Winslow
Il primo capitolo della trilogia sul cartello messicano: l’agente della DEA Art Keller passa una vita a inseguire il narcotraffico tra Messico e Stati Uniti, in una guerra alla droga che dura decenni e corrompe tutti quelli che la combattono. Feroce e documentatissimo.
Il giudizio di Marco: cardiopalma, avvincente, affasciante, lui grandissimo scrittore di thiller.

La verità sul caso Harry Quebert — Joël Dicker
Il giovane scrittore Marcus Goldman scopre che il suo mentore Harry Quebert è accusato dell’omicidio di una ragazza di quindici anni, scomparsa decenni prima. Per scagionarlo, riscrive il caso indagando lui stesso, e ogni certezza salta.
Il giudizio di Marco: mozzafiato, rompicato, coinvolgente, avvincente, perfetto per evadere sotto l’ombrellone.

Jurassic Park — Michael Crichton
Un parco a tema con dinosauri clonati va storto nel peggiore dei modi. Più cerebrale e più inquietante sul rapporto tra scienza e controllo di quanto la versione cinematografica lasci intendere.
Il giudizio di Marco: vabbè lasciate perdere il film, il capolavoro è questo.

REPORTAGE

Un indovino mi disse — Tiziano Terzani
Il racconto di un anno vissuto senza mai prendere un aereo, dopo che un indovino a Hong Kong lo aveva avvertito di un rischio mortale in volo. Terzani attraversa l’Asia in treno, nave, auto e a piedi, e ne esce un ritratto del continente insieme a una riflessione sul destino e sulla lentezza.
Il giudizio di Marco: uno dei miei libri preferiti, un libro che ha cambiato la vita dell’autore e non solo.

Combo guerra del Vietnam.

Se volete fare una lettura interessante vi consiglio la doppietta Fallaci & Terzani sulla guerra del Vietnam. Due tagli giornalistici diversi, ma veri e onesti dei due più grandi reporter che abbiamo avuto nel ‘900.

Niente e così sia — Oriana Fallaci
Il libro nasce come riflessione per rispondere alla domanda della sorellina: “La vita, cos’è?” Il libro in forma di diario racconta le vicende dell’autrice, nel Vietnam del Sud. Crudo, giornalistico e insieme personale, resta uno dei racconti più diretti sulla guerra scritti da una donna.
Il giudizio di Marco: che libro! Capolavoro qui si può dire.

Pelle di leopardo — Tiziano Terzani
Il diario che Terzani scrisse dal fronte durante la guerra del Vietnam, giorno per giorno, tra il 1972 e il 1973. Più crudo e diretto di molti suoi libri successivi: la guerra vista da dentro, senza filtri, da un ventottenne che si stava ancora formando come giornalista e come uomo.
Il giudizio di Marco: che libro! Alla ricerca delle verità, ma quale verità?

CLASSICI

Delitto e castigo — Fëdor Dostoevskij
Raskolnikov uccide un’usuraia convinto di essere al di sopra della morale comune, e passa il resto del romanzo a fare i conti con la propria coscienza.
Il giudizio di Marco: ok la sinossi è un po’ inquietante però NON è un mattone. Davvero lo giuro! Capolavoro.

Il nome della rosa — Umberto Eco
In un’abbazia benedettina del Trecento, il frate francescano Guglielmo da Baskerville indaga su una serie di morti misteriose tra i monaci, mentre si consuma uno scontro tra ragione e dogma, verità e potere.
Il giudizio di Marco: elegante, thriller mozzafiato, geniale, un libro intellettuale per tutti.

FOCUS ROMAGNA

Quasi un paradiso — Davide Rondoni – 4/5 Stelle
Il poeta forlivese racconta la Romagna come un viaggio tra luoghi (Cervia, Rimini, Cesenatico, Ravenna) e tipi umani, dal “patàca” all'”invornita”. Una guida inaspettata e un dichiarato atto d’amore per la propria terra.
Il giudizio di Marco: una guida per comprende l’universo romagnolo.

L’ananas no — Cristiano Cavina — 5/5
Manolo Moretti, ex sovrintendente della polizia penitenziaria, oggi pizzaiolo in un locale sulla riviera romagnola, si ritrova coinvolto in un’indagine dopo un omicidio in pizzeria. Un giallo atipico, leggero e molto romagnolo.
Il giudizio di Marco: esilarante, thriller romagnolo balneare. Da leggere sotto l’ombrellone.

Romagna mia — Cristiano Cavina – 4/5
Racconti brevi e ironici sulla Romagna quotidiana, tra bar di paese, famiglia e personaggi indimenticabili. Narrazione orale e affettuosa.
Il giudizio di Marco: un libro per conoscere meglio la Romagna che fù.

L’Alsìr. Romanzo balneare — Iacopo Gardelli — 3/5
In uno stabilimento balneare della riviera romagnola, due famiglie di estrazione sociale opposta si ritrovano vicine d’ombrellone per vent’anni, dagli anni Novanta alla crisi del 2012. Un romanzo che segue il mutare dei loro equilibri insieme ai cambiamenti dell’Italia.
Il giudizio di Marco: peccato che il significato del libro lo spieghi alla fine. Alsir vuol dire tempo in dialetto Ravennate e in effetti è un libro lento che se letto con questa lente ha già più senso.

5 BONUS DA CLAUDE

L’intelligenza condivisa. Vivere e lavorare insieme all’AI – Ethan Mollick
Non un manuale di prompt, ma una guida a ragionare su cosa cambia davvero quando l’intelligenza artificiale entra nel modo in cui lavoriamo e decidiamo. Un quadro equilibrato, lontano sia dall’entusiasmo cieco sia dal catastrofismo.

Klara e il Sole — Kazuo Ishiguro
La storia di Klara, un’amica artificiale che osserva il mondo umano con uno sguardo limpido e un po’ straniante, cercando di capire cosa significhi davvero amare qualcuno.

La versione di Barney — Mordecai Richler
Le memorie sboccate e comiche di Barney Panofsky, tre matrimoni falliti e una vita raccontata da un narratore inaffidabile quanto irresistibile.

Le otto montagne — Paolo Cognetti – 5/5 questo l’ho letto anche io è già un classico moderno.
L’amicizia tra due uomini cresciuti sulle stesse montagne e diventati adulti in mondi opposti. Scrittura asciutta, ideale per una lettura lenta in vacanza.

Tutta la luce che non vediamo — Anthony Doerr
Le vite parallele di una ragazza francese non vedente e di un giovane soldato tedesco durante la Seconda guerra mondiale. Premio Pulitzer, scritto con precisione quasi cinematografica.

PER CHI NON STACCA MAI, NEANCHE IN VACANZA. UN PORTALE E 6 ARTICOLI

AI News
Se cerchi un punto di riferimento in italiano per restare aggiornato sul mondo AI senza inseguire decine di fonti in inglese, vale la pena aggiungerlo ai bookmark estivi. Il sito copre tutto lo spettro: lanci di modelli, finanza e mercati, geopolitica dei chip, etica, casi aziendali. Tra le sezioni più utili: il Glossario, una raccolta chiara di termini e concetti AI utile anche per chi mastica già la materia ma vuole un riferimento veloce; AI Talks, un format di interviste a protagonisti del settore AI italiano, con un taglio più umano e meno da comunicato stampa; e Weekly AI, la newsletter settimanale che raccoglie il meglio della settimana in un unico riassunto, comoda se non hai tempo di seguire il sito ogni giorno. Un consiglio: usalo per farti un’idea generale e restare sul pezzo, ma per numeri e claim più critici vale sempre la pena risalire alla fonte primaria che citano — il sito rielabora più che fare inchiesta diretta.

DAL BLOG DI SEKEN AI

L’unica salvezza è il brand
Tra poco molti clienti non cercheranno più un prodotto: lo chiederanno a un assistente AI, che risponderà con due o tre marche. Se la tua non c’è, non esisti in quella vendita. Ma c’è un cliente che l’AI non la apre nemmeno: chi ha già un brand in testa va dritto al sito. È questa la vera assicurazione contro la disintermediazione, non l’ennesima ottimizzazione tecnica. Nell’articolo, perché il brand conta più di qualsiasi feed ottimizzato.

Perché il tuo catalogo non parla la lingua dell’AI
Un LLM non legge la tua scheda prodotto come un umano: cerca attributi strutturati, non aggettivi. Se il contesto (per chi, quando, perché) non è scritto da nessuna parte, il modello non lo inventa, semplicemente non ti include nella risposta. Shopify lo ha reso infrastruttura con Shopify Catalog, e riporta che i dati puliti convertono il doppio di quelli raccolti alla rinfusa. Nell’articolo, cosa serve davvero in una scheda prodotto per essere trovata.

Stiamo usando l’AI nel modo più stupido possibile
Abbiamo lo strumento di calcolo più potente mai costruito e lo usiamo per scrivere gli auguri di Natale. È come comprare una pressa da mille tonnellate per schiacciare le noci. C’è un’AI di superficie, che fa cose che sapresti già fare da solo, e un’AI di sostanza, che normalizza e inferisce su scala impossibile a mano. La domanda da farsi prima di ogni progetto AI è una sola, e la trovi nell’articolo.

Nel B2B l’AI non si compra, si progetta
Tutto il rumore sull’AI nell’e-commerce punta sulla vetrina B2C, ma è nel B2B, tra listini per cliente, mercati diversi, reti di agenti e cataloghi enormi, che l’AI fa davvero la differenza. A una condizione: qui non si compra a scaffale, si progetta sui dati specifici dell’azienda. Un esempio concreto, la chat per la rete vendita che ricompone in un colpo storico, ordini e raccomandazioni, lo trovi nell’articolo.

Il costo nascosto dell’AI applicata a dati grezzi
Il costo che nessuno mette a preventivo non è la licenza del tool AI: è pagarla per ottenere lo stesso risultato di prima, perché sotto ci sono dati grezzi che nessuna intelligenza può compensare. Il problema quasi mai è l’AI, è quello che le hai dato da leggere. Il ribaltamento è che su dati arricchiti rende di più persino lo strumento più semplice. Nell’articolo, perché l’ordine delle operazioni conta più dello strumento scelto.

Personalizzazione AI: perché la maggior parte è teatro
“Consigliato per te” spesso significa niente: è il bestseller generale mostrato a chiunque, con un’etichetta diversa sopra. La personalizzazione vera ha bisogno di due cose che il teatro salta, uno storico reale e un catalogo arricchito da incrociarci sopra. Un test semplice lo rivela: togli il nome del cliente, la pagina cambierebbe davvero o resterebbe la stessa? Nell’articolo, la differenza tra le due cose vista su casi concreti.

Torna in alto